martedì, 17 marzo 2009
un po' così...
"A volte incontriamo il nostro destino sulla strada che abbiamo scelto per sfuggirgli", dice un proverbio francese. Spesso finiamo per sfruttare fino in fondo le nostre potenzialità solo se cerchiamo di non usarle. E solo individuando una via alternativa riusciamo a creare un contesto in cui le nostre doti possono emergere completamente. Questo mistero della vita assumerà presto un significato anche per te, Toro. Le future deviazioni della tua esistenza ti porteranno in posti dove non sapevi neanche di dover andare.
a me questa cosa di incontrare il destino sulla strada che abbiamo scelto per sfuggirgli non mi dice nulla di buono, e mi fa venire in mente solo Samarcanda. (che c'ho pure un aneddoto dei miei 7 anni abbastanza inquietante, ma vi risparmio).
insomma, dicevo: questo disgraziato che corre due giorni e due notti per sfuggire la nera signora, per ritrovarsela di fronte a samarcanda.
ecco: l'ineluttabilità del destino..
ma io oggi stavo anche bene.
e nonostante 'sto fulminato mi gufi avverso, c'ho marte e venere che mi fanno all'amore di lassù e mi fanno star bene, coi miei ormoni grossi come gatti.
e sono in quella situazione di "vorrei, non vorrei, ma... se vuoi" parecchio languida..
e c'ho ancora in testa le meravigliose parole del NunTio che mi cita Wilde:
"Questa tensione è insopportabile... speriamo che duri!"
e tutta la mia vita ora è così.. e cerco di dilatare il più possibile questi momenti.
che dimenticavo: ieri sera s'era a Jazz@Officina e s'è sentito un grande Marco Tamburini!
e s'è riso tanto con la nostra solita cricca, lo "zoccolo duro" di amici musicisti. che pare impossibile, ma capitano tutte a fausto! :D
M3DU5A | 12:51 | commenti (1) | link
mercoledì, 04 marzo 2009
di bella musica e buone serate
l'ammetto: l'umore non è dei migliori.
son polemica, nervosa, agitata, sbarellata.
ma vorrei vedere voi con una manciata di pianeti a farmi casino tutti contro e ingastriti come vecchie zittelle.
soprattutto mentre uno si spacca e ci prova (e un po' ci riesce) a prendersi cura di sé.
no, non è per niente facile.
mettici poi pure le gente a farti incavolare per le cose più svariate (quando si toccano certi tasti io sono pure una di quelle permalose che leva il saluto per mooooooooolto meno) e sì: il quadro è completo.
troppa pazienza mi civorrebbe, mentre per certe cose m'è sempre mancata.
non so per quanto ancora mi sopporteranno i miei amici, ma speriamo che resistano ancora un po', perché mi aiutano tanto; così come mi aiuta la bella musica..
quella che ho sentito ieri ad esempio.
più che improvvisazioni, sperimentazioni.
esperimenti per vedere fino a dove si può arrivare a giocare e a sporcarsi con le sonorità. creazioni estemporanee e tante sensazioni..
e ho riprovato le stesse emozioni di 15 anni fa, quando grazie a gianni mi immersi in quel mondo di musica vera, meravigliosa e a me sconosciuta.
e le ho ritrovate ora intatte e più profonde, mature
e sicure, con di nuovo riccardo sul palco con walter
(e l'onorati).
davvero, quasi mi commuovo a ripensare ora ai miei 22 anni il lunedì al favini con gianni, a goderci un periodo epico di grande musica, dove in un circolino anonimo sperso nella periferia pratese, si davano appuntamento le più grandi promesse della musica emergente. gente del calibro di stefano bollani, il più geniale pianista che ci sia oggi al mondo (e ricordo ancora il suo stupendo recital sulla bomba atomica nelle mani di san marino, uno spettacolo di cabaret esilarante e di altissimo livello musicale!); ragazzi tutti che nel tempo si sono confermati come protagonisti della scena musicale internazionale, come appunto gli eccelsi riccardo onori e walter paoli.
poco più che ventenni, ma dominati dal demone della musica e dal talento (indimenticabile riccardo appeso alle sei corde della sua inconfondibile chitarra rossa, in un'estasi e un rapimento perenni), lanciati in appassionate jam jazz e blues.
mi si aprì un mondo nuovo, fatto di percezioni inattese: questa musica così diversa da tutto ciò che conoscevo.. musica che ti avvolge, ti estranea e porta in un mondo nuovo, spirali inattese, ritmi inusuali, tutto così inconsueto, diverso ma affascinante..
ma soprattutto musica con un'anima rabbiosa e vissuta, che ti coinvolge e accorpa in sè.
queste emozioni fantastiche mi hanno fatto rivivere ieri, questi fenomeni delle 7 note.. e mi rendo conto di quanto sia fortunata a poter accedere a musica a livelli così alti.
di ieri inoltre m'è piaciuta tantissimo anche l'ambientazione, così lounge e buddhabar, tra cuscini, tappeti, candele (federico ha fatto un lavoro eccellente: geniale in tutto); e le installazioni e improvvisazioni video dei mokaproject.
stasera ancora musica con steven tadros e gli RWA (divertentissimi!); e domani Morgan al Politeama.
Settimana dal 4 al 10 marzo
TORO
21.04-20.05
Una lucina nel vostro cielo si accende, da lunedì: si tratta di Mercurio, nuovamente propizio. Così i nervi si calmeranno. La comunicazione con gli altri sarà più facile. E voi potrete sputare non rospi, ma otarie e dinosauri, in faccia a chi vi ha rotto. Lavoro e finanze si rimettono in marcia, ma l’ormone è segaligno e macilento.
come non detto: un si tromba manco a questo giro..
però non tutto è perduto: oggi è uscito il sole, ho ormoni grossi come i gatti, e mi sento felice! :D
saranno le "sane ossessioni" (per il sesso? sì!) di brezsny!

Toro (20 aprile - 20 maggio)
Il tuo tema della settimana sono le Sane ossessioni. Non le Compulsioni melodrammatiche né le Fissazioni estenuanti, e neanche le Manie che ti fanno sembrare interessante. Ricorda: solo le Sane ossessioni. Per portare a termine il tuo compito nel modo giusto, dovrai prenderti molta cura di te e concentrarti ossessivamente su quello che t'interessa davvero. Forse sarai costretto a liberarti dall'influsso di certi modelli di comportamento che hai visto al cinema o nella vita reale. Non credere che per esprimere il tuo genio sia necessario sembrare nevrotico o annoiato.
M3DU5A | 11:34 | commenti (2) | link
giovedì, 26 febbraio 2009
LivòLno, mia amata
un po' di sano "amarcord", ché oggi mi sfrulla così.
17 anni,
2 mesi di vacanze estive,
luglio trascorso a scorrazzare col fido enduro per tutto il lungomare e l'entroterra versiliese.
le giornate pigre trascorse dai ragazzi al "Cignale" (Cinquale) in quello che era "lo Sport Nazionale del Bagno L'Approdo"
ovvero: partite interminabili di KING (un misto di domino, peppa e tressette di smazzate interminabili e coi punti a scendere e a salire).
Le serate tra pub, e luna park; ogni tanto Capannina, più spesso Baraonda.
che bello il Baraonda: il rock anche al mare..
ho continuato ad andarci fino ai 27 anni, coi biliardini, la birra, il giardinetto per farsi le canne.
e l'ingresso a numero chiuso (che se volevi entrare, dovevi aspettare che uscisse qualcuno, anche se dentro c'era comunque posto!)
e qualche storta ogni tanto (ma quelle giusto di birra: e che vuoi bere a 17 anni?).
Ma una sera presi una storta diversa, in Capannina, con vodka al melone e succo d'arancia.
e chissà perché sortii (quasi sicuramente m'ero rotta dei Bravo, una sorta di "orchestra casadei" che faceva dance.. sì bellina, ma al terzo pezzo della gloria gaynor o dei gipsy king, m'entra un nervo.. che se un scappo sclero!)
e fuori incontrai due ragazzi livornesi.
Il mio primo approccio alla città labronica…e di loro non ricordo nulla, se non che erano simpaticissimi e divertenti.. E che intercalavano ogni frase con questi due refrain: "Dé, ma te che l'ha' ma' mangiate l'arselle al porto di Livòlno?" "'Dai, 'diamo a mangià in dàrsèna!"
Si raccattò anche una coppietta sul lungomare, si scavalcò per andare in spiaggia, coi piedi a mollo. e si rise per mezz'ora.
Poi via: loro a mangiare le loro amate arselle, mentre io raggiunsi il gruppo.. di fori come un tegolo e parlando in livornese.
e come in preda a una possessione ESP lo parlai per i due giorni successivi senza riuscire a smettere.
poi smisi. ma un mi riuscì più ricominciare.
martedì, 07 ottobre 2008
INDOVINA CHI

mia sorella ha trovato questa foto.
ora vorrei sapere:
chi sei bambino che eri con me nella foto?
dove eravamo?
per quale occasione?
ma soprattutto:
perché i nostri genitori ci avevano ciurmato così?
lunedì, 28 gennaio 2008
massime lapidarie
colloquio tra una paziente e il babbo (medico) di una nostra amica, alludendo al Prozac ®
"Dottore, aveva ragione: da quando prendo il procaz, mi sento molto meglio!"
"Eh, sa signora, il PROCAZ fa bene a tutte!..."
lunedì, 15 ottobre 2007
post su commissione
sabato un carissimo amico mi faceva notare che non ho mai parlato di lui sul blog.
il che è pure un bene: se non parli di qualcuno, non hai sicuramente da rimangiarti quel che hai detto e ti eviti quell'odioso sport che è il free-climbing sugli specchi (gneeeeeeeeeeeeek')
perché il tipo in questione è molto particolare. come di tutti noi (me compresa) se ne può dire il meglio e il peggio possibile.
ci siam conosciuti per interposta persona almeno una dozzina d'anni fa, a un pranzo che improvvisammo a casa dei miei. eravamo io, pippo (il protagonista del post, appunto) una mia amica del mare (che poi divenne la donna di pippo) e il bartomat (all'epoca principe del chiavaccio -l'ordine di prato-). bastarono quelle 4 ore in loro compagnia e la vomitata di brunello sulle petunie del nonno a convincermi a entrare in goliardia.
pippo fu il mio superiore, il mio gran sacerdote, il mio capoordine. pur avendone pieni poteri, non fu mai il mio aguzzino. forse proprio perché ero l'amica della su' donna non ha mai infierito più di tanto. anche se di disavventure in quell'ambiente ne ho vissute parecchie. e ancora oggi ne conservo dei ricordi assurdi e assolutamente esilaranti.
ma con pippo ci siam continuati a frequentare anche fuori dall'ambiente goliardico. passati i miei memorabili tre anni di militanza tra gli adepti di bacco tabacco e venere, ho continuato a uscirci, a confidarmi, a prendere insieme quei 30mila caffè. e quando l'avevo un po' perso di vista, me lo sono ritrovato nel corso di teatro. sempre qualche gradino sopra a me: m'ha avuto matricola pure lì. e l'unica volta che sono salita su un palco -dimenticandomi pure quelle cazzo di scarpe gialle!- bhe, l'ho fatto con lui.
perché in fondo io e pippo siamo molto simili.
oddio, lui ha avuto molti più partners di me. ci fu un momento in cui -per la legge dei grandi numeri- noi eravamo stati con 30 persone diverse per uno.
peccato che la statistica sia una materia assolutamente fuorviante: io all'epoca avevo avuto solo due ragazzi, mentre lui era stato con ben 58 ragazze diverse. e vi parlo di roba di 12 anni fa!
comunque -vita sessuale a parte- io e pippo siamo estremamente testardi, cocciuti, ma con una sindrome di peter pan che spacca. per anni ci ha dominato il rifiuto di assumersi responsabilità, di crescere.
ci tuffavamo a testa bassa in relazioni già sbagliate in partenza, giusto per cautelarci in caso di -inevitabile- rottura:
"tanto lo sapevo che con questo/a non poteva funzionare!".
tutto. pur di non mettersi davvero in gioco.
e invece -sorprendentemente- nell'ultimo anno s'era tutti e due pronti a una storia seria.
stiamo invecchiando, non c'è nulla da aggiungere...
giovedì, 11 ottobre 2007
oroscopo
Toro
Dal 21.04 al 20.05
Venere profuma il vostro cielo come una saponetta Fa. E vi rende in odor di successo. Nel lavoro, soprattutto, dove i vostri talenti verranno sempre più premiati. L’amore, poi, v’infervora. Ma Mercurio minaccia di scollegare materia grigia e favella: saldate i fili, specie nel weekend. Sex al lime dei Caraibi, fresco e inebriante.
oioi, la saponetta Fa: mi sento vecchissima a ricordarla!

anche se da piccola i miei preferiti erano i flaconi del Pino Silvestre, verdi col tappo a forma di pigna. purtroppo ho trovato solo foto recenti, successive al restyling (prima le bottiglie del bagnoschiuma eran pure peggio!
la mia nonna aveva la classica bottega di paese: una merceria/alimentari con tutti gli arredi in fòrmica e laminato verdolino, con gli scaffali per farine e legumi secchi e barili di sardine! e gelatine di frutta come piovesse. ma quelle a parallelepipedi, artigianali e incartate nella carta oleata bianca. oddio che ricordi stupendi..
preistoria, eh?
oroscopo di capitani su vanity fair per la settimana dall'11 al 17 ottobre
martedì, 25 settembre 2007
il maschio mancato
mio padre avrebbe tanto voluto un maschio.
già gli era andata male con mia sorella, quando arrivai io cercai di fare del mio meglio per non deluderlo.
le mie amiche volevano la casa di barbie, io il piccolo chimico e il piccolo agricoltore.
e infatti a 6 anni avevo già dato 3 volte fuoco alla casa coi miei "esperimenti"..
verso i 9 rubai la fionda di mio padre e ruppi i vetri di tutto il vicinato. compreso quello della macelleria di fronte.
a 12 anni smontai e rimontai uno sportello dell'auto di mia madre solo per capire come funzionava.
col mio babbo si andava a caccia (anche se da amante degli animali le uniche cartucce che gli facevo usare erano quelle per insegnarmi a tirare, con sassi e alberi per bersagli).
le mie compagne di classe si rinfiocchettavano tutte a 17 anni.
io invece me ne stavo a aggeggiare sulla mia moto e su quelle dei miei amici, a cambiare i fili del gas e della frizione, per poi andare a provarle facendo cross sui poggi intorno.
a 20 anni scoprii il sesso e le mie prime scarpe col tacco (e da allora non son più scesa sotto il tacco 7).
e la mia vita effettivamente è cambiata.
forse son diventata un po' donna ma sempre maschiaccio.
e si capisce dalla mia continua passione per la meccanica e il fai da te..
il contrario di mia sorella, con cui ho sempre avuto un rapporto problematico: la vera essenza dell'amore/odio.
quando ero in culla la sorpresero a picchiarmi sulle fontanelle non ancora saldate coi suoi tegamini in ferro.
diversi anni sopo, durante un litigio le scagliai dietro un posacenere di tre chili che attraversò tutta la stanza.
la mancai...
lei ha sempre avuto molta forza nelle braccia; e anche quando l'ho sovrastata di 8 centimentri ho continuato a buscarne
perché -oh, c'aveva un talento!- sapeva dove picchiarti.
che poi ho un rapporto strano con mia sorella: più di tanto non si può stare vicine perché poi iniziano a scorrere a fiumi fiele e veleno.
ma non si può neppure stare separate, perché dopo un po' ci si cerca.
anzi: io ho sempre avuto un carattere molto più indipendente di lei
(sì, ero il gatto di casa).
a 13 anni mi spedirono (su mia richiesta) a fare la mia prima settimana bianca. da sola. i miei mi accompagnarono il sabato e il mercoledì (non mi avevano ancora sentito) mi chiamarono.
ci parlai solo per dire tutto ok, ci si vede sabato quando venite a prendermi. ciao.
lei a 17 anni andò in vacanza studio 2 settimane in inghilterra.
tutti i giorni chiamava almeno tre volte per piangere a dirotto e lamentarsi d'ogni cosa, il tempo in primis.
a 21 anni -dopo 3 anni di divieti!- mostrai al mio babbo il biglietto già acquistato dell'inter-rail, l'itinerario a grandi linee, e me ne partii con 4 amiche per l'europa: avrei fatto quell'esperienza con o senza la sua autorizzazione.
malgrado la riluttanza iniziale, una volta partita i mei erano tranquillissimi a sapermi in giro di notte per stazioni e bettole, ostelli e.. a amsterdam.
le uniche disperate che cercavano di rintracciarmi in ogni dove erano la nonna tina e la miky (mia sorella appunto).
ogni volta che andavo da qualche parte (vacanze, settimane bianche, viaggi ecc.) stavo settimane senza sentire i miei. ma la telefonata della sorella arrivava puntuale.
a volte pure più volte al giorno.
ma ve lo posso dire?
anche per un gattaccio come me, son cose che fan piacere..

giovedì, 20 settembre 2007
8 (dico OTTO) cose che non sapete di me
ottimo.
ricevo da blixxxa questa catena (andateci, perché lei ha fatto un post splendido) e devo svelare otto cose che non sapete di me..
eh, mica una! no, otto.
che già io sono una che si sputtana alla grande.. trovare otto cose che ho tenuto nascoste è impossibile anche per me, quindi qualcuno di voi già saprà che:
1) quando litigo può succedere di tutto. forse potrei anche uccidere: l'ira mi rende una furia cieca.
questa v'ha fatto paura, eh? tranquilli, capita solo se ho parecchia confidenza col mio antagonista.
e se litigo veramente, a parole colpisco dove fa più male: so essere spietata.
mia sorella invece sa colpire bene fisicamente: a 24 anni dopo un nostro litigio mi trovai col setto nasale incrinato e i carabinieri in casa (mandati dai vicini).
2) uh, ganzo: continuo con gli infortuni così un altro po' di punti li sfango! il primo osso me lo sono rotto a scendere dal letto a castello per andare in bagno. ero stufa di saltare giù, così mi sono calata sul letto di sotto ma m'è scivolato il piede come nelle comiche. polso fratturato, a 11 anni. con mio padre che
-forte del biennio di medicina fatto 20 anni addietro (prima di cambiare facoltà)-
mi diceva: muovi così, fai cosà, vai tranquilla: un c'è nulla!
morale: mi portarono all'ospedale due giorni dopo e dovettero pure strapparmi il soprosso...
3) a 16 anni (incidente in vespa) mi fratturai setto nasale e clavicola ed ebbi il mio primo vero e serio trauma cranico.
4) a 20 anni mi ruppi l'altro polso (il destro) forse in un incidente in moto..
tra l'altro al destro ho pure una malformazione: l'ulna che cresce più del radio e esce un po' in fuori. più brutto a dirsi che a vedersi: tanta gente manco se ne accorge.
sparse addosso ho comunque almeno altre 3 cicatrici ben visibili di "incidenti vari".
5) a 27 anni a sciare secondo grave trauma cranico e nuova frattura al polso sinistro. ma stavolta all'articolazione, con degenza lunga il doppio.
6) da piccola alla domanda "cosa farai da grande?" rispondevo (seria e convinta):
"l'astronauta o la spogliarellista".
7) provo repulsione e odio per le scimmie. questa fisima apparentemente inspiegabile è comprensibilissima da quando mio padre m'ha confessato che a 3 anni al circo una scimmia durante un esercizio scappò dall'arena per saltare addosso a me e ribaltarmi in terra. (io sta cosa qui l'avevo rimossa).
8) 3 anni è stata l'età più difficile della mia vita. mi intossicai pure di pastiglie falqui e passai 3 giorni sul wc col cagotto. ma anche quest'episodio l'avevo rimosso e per una vita ho provato repulsione e nausa al solo vedere la scatoletta rossa con le due prugne senza sapere il perché. poi me l'han spiegato.
mercoledì, 12 settembre 2007
vizi di famiglia / 4
e allora ditelo!
vu volevate che mi sputtanassi, ed eccomi qui!
quella dei chiappamerli da televendita è l'altra insana passione che mi lega a me' pà.
lo so: a tanti di voi fanno ca'hare, ma io ci perdo gli occhi e il cervello in quelle trasmissioni!
che poi non è che seguo tanto quelle sui prodotti di bellezza, anche se sui macchinari per gli addominali ci sarebbe da aprire una parentesi. (e io l'apro: l'omino pubblicizza il prodotto "Y" mostrando quanto fossero inutili e scomodi i preesistenti prodotti "W" e "X"; nella successiva pubblicità del prodotto "Z" faranno vedere quanto facessero cacare i prodotti "W", "X" e "Y"!) chiusa parentesi, continuo.
io vo matta per i chiappamerli da bricolage. chi non ha mai visto la televendita della superchiaveinglese che ti svita e ti smonta tutto, che acchiappa i tubi che tu ti ci puoi pure appendere, non può capire.
ma neanche chi s'è perso il "magic bullet" con tutto il filmino che mi teneva incollata alla tv 40 minuti per volta nelle mattine vacanziere.
per non parlare del favoloso "bar-b-q" che -con la scusa di regalarlo al mi' babbo- mi son portata a casa. guardate quant'è bello aperto. e nella pubblicità, se lo portavano pure a zonzo nello zaino.
eppure io l'ho usato solo una volta. un po' perché ci ho messo 2 mesi a trovare le bombole giuste, un po' perché -una volta rinnovato (che qui a Prato ha l'originalissimo significato di "usato per la prima volta")- ci perdo il gusto.
e questo viziaccio l'ho proprio imparato da JP (l'avvocato, jean-paul, insomma: sempre lui!).
tutto è cominciato una ventina d'anni fa con la kometa (una specie di frullino con spazzole intercambiabili per pulire e lucidare vetri, specchi, mobili, auto ecc.) mi spiace ma in rete non ho trovato più manco una foto. ma se la ritrovo in garage, la fotografo per farvi capire cos'è.
attaccato alla spazzola c'è un motorino d'un kilo. così dopo appena 13 secondi che sei a pulire, ti senti staccare il braccio di netto sotto a quel peso. mentre con un bel panno umido e leggerissimo faresti tanto prima!
insomma, la fo breve: dopo aver imbrattato tutta la parete a specchio del bagno (che ripulii da aloni e schizzi con un foglio di giornale e spirito), il mio babbo pensò bene di inzuppare l'apposita spzzola (in setola di cignale!) nella cera per lucidare l'armadio del '600.
una girandola di schizzi si scaraventò su armadio, pavimento, muri e soffitto.
la cometa fu immediatamente smontata e sepolta ancora calda in una scatola (dov'è tutt'ora) mentre il mi' babbo terrorizzato intimava: "presto, pulisci prima che torni la mamma!"
poi c'è stata anche la breve apparizione in casa del tampone per pareti (ho detto per pareti, alessio!) "pittarello", apposta per imbiancare. mio papà li voleva usare in casa, ma la mamma ha imposto di provarli preventivamente nel garage.
il mi' babbo non ha retto all'umiliazione, così non sono manco stati rinnovati e giacciono nella loro bella scatolina (pure loro).
lunedì, 10 settembre 2007
uichènd
n'è successe troppe in questo finesettimana, per cui non mi perdo in chiacchiere, ma avvio subito:
venerdì: BENIGNI
è inutile: quell'omo m'ha commosso. l'enrica mi guardava basita mentre farfugliavo in loop "e la bocca mi baciò.. tutto tremante", coi lucciconi che mi rigavano il viso. m'han commosso pure i rimandi ai passi dei vangeli e a gregorio VIII, e -per una senzadio come me- l'è roba. la spiegazione del V canto dell'inferno è stata davvero meravigliosa.
ma la parte che m'ha divertito di più è stata sicuramente quella su vergaio.
un'infilata di aneddoti e citazioni che pareva sortita direttamente da berlinguer ti voglio bene, e non vedo l'ora d'essere a giovedì!
anzi: c'è nessuno che mi sbobina la sfida all'ok corral tra gli stornellatori?
il guercio da vinci è già un mito! per non parlare del filosofo marione e delle sue discussioni teologiche: "perché iddio gli ha favorito i pesci?" o lessicali (la c in caffé), e degli altri personaggioni (il pigro, il "preciso"). grandioso.
sabato: il RUGBY
che io di questi giovanottoni sprizzanti maschia virilità avevo già parlato QUI, QUI e QUI.
c'è poco da fare. io non sono sportiva: sono tifosa e nulla e nessuno riuscirà a farmi parlar male di questa meravigliosa nazionale. se n'è buscate come ciuchi, ci han staccato di ben 9 mete. però dopo i primi 20 minuti s'è giocato con dignità cuore e coraggio.
ma la scena più bella di questa partita è stata vedere me e la cesca come disperate che correvamo da un circolino all'altro (tra caproni che guardavano le prove della F1) in una città deserta cercando sky (maledetto murdoch!). alla fine s'è trovato il fantastico circolo di santalucia, dove s'era l'uniche donne. e si faceva casino al pari di tutti gli uomini presenti! e poi -diciamolo- l'atmosfera che ancora si respira in questi posti con le partite a scopa e 21, ed i vecchini che si scannano per uno scarto sbagliato, è impagabile! :D
sabato: V-DAY, LALE, corteggio storico
nel pomeriggio siam scappate con la chica a firenze a firmare per il v-day. e nell'occasione ci siamo incontrate con la LALE e i suoi amici. bicchiere di vino dai fratellini e la nostra artista ci ha invitato a cena da lei, dove -con la vero- in un attimo ci ha rimediato una cenetta coi fiocchi.
non lo scrivo perché la mi legge, ma a noi quella ragazza la ci garba proprio tanto. spontanea, tranquilla, simpaticissima, alla mano. e fulminata come noi. e la vero.. fantastica pure lei! son forti, non c'è altro da aggiungere: ci si vede e si ride.
subito dopo cena siam corse in stazione per tornare a prato per il corteggio storico (l'anno prossimo si fa domanda per fare le figuranti, troppo bello!) e poi coi ragazzi (paolo e gli m&m's) ci siamo appostati sul terrazzo ad aspettare il decantato spettacolo di acrobati, mentre dalla folla si chiamavan su la vero, renzo e francesco.
peccato che lo spettacolo abbia fatto cahà. ma il bello è che m'hanno anche chiuso piazza mercatale fino alle 2 di notte per quella boiata! bha...
domenica: VIZI DI FAMIGLIA / 3
quell'uomo mi frega. sempre. oltre che per il kitch, col mi' babbo si condivide anche l'insana passione per i chiappamerli da televendita e arnesi da bricolage. ieri ho accettato di buon grado di aiutarlo coi lavori di giardinaggio. l'infido mi s'è presentato con un banale tosaerba per me, mentre lui impugnava una potentissima e rombante motosega!!! e sagassava pure: vroooom, vroOOoom, VROOOOOOOOM!
io la guardavo bramosa e con la bava alla bocca. no, dico sul serio: è come un bambino che gioca coi tappi della cocacola mentre guarda il bimbo accanto che c'ha il lego e il meccano! e il mi' babbo lo sa che un so resistere a tutti quei balocchi! così dopo un metro e mezzo di siepe mi ha guardato e -come se volesse veramente farmi un piacere- mi ha chiesto: vuoi provare? è andata a finire che ho potato decine e decine di metri di siepi, che alla fine ho pure acquisito una gestualità da far invidia pure a pei mei, con rotazioni e mosse che leatherface è un dilettante a par mio. quando ormai avevo finito ed ero distrutta, quell'altro m'è distrattamente passato davanti con un decespugliatore. oddio... un decespugliatore!!! devo assolutamente provarlo, e quando mi ricapita!!! lo guardavo come il bambino con in mano una mela guarda uno che ha una sachertorte tutta per se'. e allora via pure di decespugliatore! e la scena s'è ripetuta pure con una specie di soffione/compressore che ha spazzato via tutti gli aghi, la terra e le erbacce che non s'era portato al cassonetto.
alla fine ero stroncatissima devastata e dolorante in ogni dove. ma il top è stato quando mi son guardata le mani: graffiate sporche e piagate all'inverosimile. e allora il mi' babbo mi s'è parato davanti con un sorrisone mostrandomi le sue mani inguantate e esclamando: "ah, questi guanti son proprio meravigliosi!" e quell'infamone li aveva tenuti per sé, anziché darli alla sua bambina che aveva fatto tutto il lavoro pesante!!! se ne avessi avuto la forza, avrei sbuffato come un toro. ma le ultime forze rimaste mi han consentito solo di raggiungere la doccia.
domenica: SANDRO e GIACOBBE
io di questi personaggioni ne avevo già parlato QUI, con tutti i vari rimandi.
il trafanga alias paco andorra, alias sandro è favoloso. è il personaggio che non riesci a non amare anche se ti fa fare le figure più barbine dell'universo (grazie, tesoro!
). ci passi le serate e ridi come un matto. ci ragioni come se un ci si vedesse dalla sera prima, quando invece son passati 10 anni. e ti s'apre un mondo di ricordi e aneddoti da ridere fino alle lacrime. il raga.. bhé è il raga. non credo che si possa in alcun modo aggiungere altro. sarebbe riduttivo, perché il raga è troppo, per poterlo definire a parole.
quello che è stato l'appuntamento più memorabile della mia vita, lui manco se lo ricordava.
io me ne son fatta una ragione, ma vedendolo ieri sera ho subito capito perché c'ero uscita.
un personaggione. unico. e -da come gli stava il completino attillatissimo con gli stivali argento- fisicatissimo (ma già all'epoca me lo aveva detto gianni che non ero uscita con un 29enne disfatto ma con un 38enne salutista!!). vabbé lo show è stato una sorta di viaggio nell'orrore della musica italiana. esilarante. solo non mi so spiegare come riescan quei due a fare le prove: io non smetterei di ridere un secondo. dopo con la chica siamo state a ciaccolare con la lale (e chi ci ferma più?!) che ci ha raggiunti e anche lì è partito un altro show, col trafanga e pure il "bassista iberico" che non vedevo dai tempi degli spaccapietre.
son bei momenti, sì!
M3DU5A | 11:26 | commenti (52) | link
giovedì, 06 settembre 2007
vizi di famiglia/2
I RITAGLINI
in effetti sulla mia famiglia ci sarebbe da ragionare parecchio.
che poi uno mi chiede: o 'n che stato tu ssei?
"e la m'è andata anche troppo bene!!!"
quando tornavo da scuola il mio babbo puntualmente si premurava di farmi trovare ritagli con motti latini o stralci dalla Repubblica di Platone.
tutti incentrati sul riconoscimento indiscusso dell'autorità della figura del paterfamilias e sull'importanza del rispetto e della devozione del figlio per il padre.
ma non rendo troppo bene l'idea, vi metto un esempio:
«quando un padre si abitua a diventare simile al figlio e a temere i propri figli,
ed il figlio pur di essere libero non ha né rispetto né timore dei genitori;
quando un maestro ha paura degli allievi e li lusinga,
e gli allievi dal canto loro fanno poco conto sia dei maestri sia dei pedagoghi;
quando i giovani si mettono alla pari dei più anziani e li contestano a parole e a fatti,
mentre i vecchi -abbassandosi al livello dei giovani- si riempiono di facezie e smancerie,
imitando i giovani per non sembrare spiacevoli e dispotici,
l'anima dei cittadini si rammollisce a tal punto
che questi finiscono per non curarsi neppure delle leggi,
allora la democrazia sfocia nella tirannide».
(quello che si guardava bene dal riferirmi il mio babbo, era che l'autore auspicava questa via, in quanto per lui la tirannide era la migliore delle forme di governo).
però capirete che ho sempre portato il massimo rispetto per quell'uomo
(mi faceva sentire responsabile di un'eventuale guerra civile!),
con tutto il rapporto di amore/odio che ne consegue.
questi i ritaglini del mi' babbo.
considerate poi che son cresciuta anche coi nonni materni (e quelli paterni abitavano di fronte!) e che la nonna Tina (mamma di mia mamma) non capiva come mai mia sorella fosse sempre fidanzata (mai più di tanto con lo stesso, ma comunque sempre fidanzata) mentre io non portavo mai a casa uno straccio d'omo.
che poi i miei han saputo che ero stata insieme a un tipo 7 anni, ben sei mesi dopo che ci s'era lasciati. in effetti in casa ho sempre mantenuto il più assoluto riserbo sulle mie relazioni: salvo poi venirmi a sputtanare su un blog pubblico con dovizia di particolari anche sulle pose più assurde. (sì -decisamente- ho qualche problema).
comunque -tornando alla nonna- io ogni volta rispondevo che uscivo con gli AMICI.
che era pur vero, anche se poi a volte questi amici eran qualcosa di più.
ebbene, tornavo da ballare o da un'uscita qualsiasi e -8 volte su 10- sul cuscino la nonna mi faceva trovare i ritagli di giornale della più trucida cronaca nera, che quasi sempre recitavano così:
"picchiata, stuprata, tagliata a pezzi e bruciata in un bidone.
era uscita CON GLI AMICI"
(n.b: il "con gli amici" era sottilineato parecchie volte).
...
sì, decisamente son venuta su anche troppo bene!!!!!!!!
lunedì, 03 settembre 2007
vizi di famiglia
il pero fa le pere
inequivocabile assunto per dire che -più o meno consapevolmente, consciamente, volontariamente- certi caratteri dei genitori si trasmettono ai figli.
io dal mio babbo ho preso il piacere per la lettura (e pure i gusti letterari) ma anche il tragico amore per il kitch.
mia madre aveva il gusto di una grande arredatrice, supportata anche da una buona cultura in merito. ma soprattutto quella donna aveva una classe innata ed era la personificazione dell'eleganza.
purtroppo -come ci rimproverava più volte (a me e al mio babbo)- in tant'anni che ci s'era stati insieme "un ci s'era attaccato nulla".
e questo fin da piccola. prendete le gite a venezia: tra un preziosissimo e leggiadro vaso barovier e toso e un pacchianissimo fermacarte con murrine incorporate, sceglievo sicuramente il scondo.
e questo in tutte le manifestazioni artistiche. prendete la musica: tra brahms (così romantico e struggente) e i compositori russi (coi loro timpani, campanelli e quegli arrangiamenti chiassosamente gioiosi), io adoravo i secondi.
ecco: io ho cercato di migliorarmi. mi sono fatta un mazzo così a studiare tutti gli stili architettonici (alta epoca, eclettismo, direttorio, carlo x, ecc.) per farmi una cultura e crearmi una sensibilità più affine al "bello".
ma è più forte di me: il brutto m'attira e m'affascina. m'incanta..
perché, se dalla mia mamma ho ereditato il fisico da "topona",
l'insana passione per ogni oggetto di discutibile gusto -son sicura!- mi vien dal mio babbo.
come un marchio di fabbrica.
guardate quell'uomo cos'ha avuto il coraggio di riportare dalla vacanza in crociera:
sono accendini.
uno più orrendo dell'altro, con le loro lucine che ti fanno brillare gli occhi e che ti procurano emicranie in soli 4 secondi di esposizione.
e l'ha pure pagati uno stonfo.
e -cosa peggiore di tutte- gli sbriluccicavano gli occhi come a un bambino (o un accendino), mentre ce li dava.
perché io so che gli garbano e gli è pure dispiaciuto separarsene.
lo so perché io sono come lui.
giovedì, 26 luglio 2007
i viaggi di medusa
che tanto tanto quando si resta in italia...
ma se appena c'è da dire una parola che non sia toscano, son guai.
ancora mi ricordo il fantasioso francese che ho sfoggiato dai cugini d'oltralpe.
memorabili restano le disavventure col collirio e con la parlata comune
(un pratese francesizzato, diciamo...)
naturalmente io il francese non l'ho mai studiato: aborro quella nazione e non vedo l'ora d'essere
Regina del Mondo
per piazzarci tutte le fabbriche e le zone industriali più degradate d'italia.
Versaille la smonto e la rifaccio (tipo abu simbel) in molise, così mi ci vanno un po' di turisti anche lì.
il louvre lo metto nelle segrete del castello dell'imperatore a prato, così mi posso guardare i prigioni di michelangelo quando cavolo mi pare.
senza poi contare i laboratorini dei miei scienziati giapponesini e coreani, che prenderanno il posto della ex jugoslavia! così non mi rischian più di sporfondare nel pacifico al prossimo terremoto; e poi -lì vicino- li controllo meglio... ah, che sogni!
ma non divaghiamo.
lo spagnolo devo ammettare (pur senza averlo mai studiato) m'ha dato le sue brave soddisfazioni, specie con l'ex parentado.. e pure coi tipi durante l'inter-rail.
un po' di panico la sera a bruxelles quando ci davamo appuntamento per la mattina dopo: magnana a desajuno..
rispondevo smarrita: "in che senso? magnamo o si digiuna?", ma una volta accordati che era domattina a colazione, tutto è filato via senza imprevisti.
mi ha dato soddisfazione pure nella vacanza con le bimbe in spagna. con la michela che mi faceva gli sketch con il computaòr telefonico di (aupa!!) miguel indurain; e le cazzate che un s'è tirato manco me le ricordo.. ma intanto m'ero imparata i menù alla perfezione!! e scusate, ma la carne è debole!!!!
l'inglese no, m'ha sempre frustrato.
sia in america che nell'interrail, è sempre stato motivo di handicap per me. o parlan troppo svelti, o parlan troppo male, o unn'intendo io una sega (caso più comune). fatto sta che ho solo rimediato scene mute e figure tremende. anche perché sento d'avere una padronanza della lingua che invece non m'appartiene.
e allora --spinta dalla bramosia di dire una cosa-- metto insieme parole senza costrutto né logica.
e mi ritrovo a lodare "il cazzo enorme del giorno del ringraziamento" quando invece voglio dire che "a volte è meglio il fumo dell'arrosto".
perché m'annodo, vo "ab ovo", ma poi mi areno e la pianto lì.
tedesco? per carità. l'ho studiato 5 anni.
inutilmente.
nelle mie settimane bianche in solitaria, finisco sempre col socializzare con gente teutonica. il problema è che io sono convinta di padroneggiare l'idioma.. ma poi, a fine serata gli altoatesini locali che mi conoscono, mi confessano che dopo 5 birre piccole e 2 grappini a malapena parlavo italiano.. ed il tedesco era solo di fantasia... e allora ho capito che il tedesco mi serve solo a scoprire chi aveva il mio stesso testo di studio (das neue deutsch zusammen), proprio perché il libro incriminato aveva simpatici siparietti che sono rimasti impressi a tutti i suoi studenti.
primo su tutti il capitolo "Im restaurant", dove herr ober (ist der tisch frei? - cameriere: "nehmen sie platz, bitte") e la vacca della sua segretaria anzichè ordinare un piatto di pasta al sugo, o zampone alla marmellata e crauti, o uno stinco fritto.. no, se ne vanno ad ordinare l'unica portata che saprai pronunciare, ma che non chiederai mai all'oktoberfest: "eine forelle blau mit salzkartoffeln dazu".
ma andate a ca'hare voi, le trote, e la salsa di patate!!
lunedì, 16 luglio 2007
my sweet spina

metti un posto che da quando sei nata significa "MARE".
metti tutta una serie di aneddoti che ti han fatto innamorare di quel posto in 35 anni.
metti una terrazza ombreggiata dai pini e carezzata dalla brezza marina.
metti un weekend di sole selvaggio e abbronzatura furente.
metti una serie di riti e consuetudini che rendono la vacanza "VACANZA".
mettici pure i tramonti ferraresi che emozionerebbero chiunque.
rincara con una compagnia di amici meravigliosi, fantastici e divertenti.
ecco che tutta la tensione accumulata di un periodo non propriamente "facile"
ti abbandona.
finalmente s'è inaugurata la stagione 2007 a spina,
il mio personale sans souci.
ps: i miei vicini son pidocchi rinvenuti
spina's story
jp era un avvocato alle prime armi.
ma prima di tutto era un cacciatore.
fu spedito a controllare i beni di un debitore per delle esecuzioni, e tra le proprietà del tipo in questione c'era anche un fondo a spina.
alla fine degli anni '60 Spina era poco più che una pineta, con qualche casetta che sbucava fuori dai pini qua e là.
esattamente come ora, ma con ancora meno casette e con le strade appena fatte.
nei sogni di Gardini, questa doveva diventare la portofino dell'adriatico, con moli e porticcioli turistici.
ma di tutto ciò il mio papà era ben all'oscuro (e il povero gardini si sa poi la fine che ha fatto).
quello che invece notò jp fu un fagiano che gli frullò dal canale, e le impronte delle lepri sulla spiaggia.
infoiatissimo tornò a casa e si mise a cospirare col nonno ugo (il Grande Cacciatore di casa) per prendere casa fra quelle lande sperdute, attaccate alle valli di comacchio.
le motivazioni al resto della famiglia furono ben diverse:
"è un paradiso!" "è un posto perfetto per i bambini!!" "viareggio è troppo caotica e confusionaria, è pericolosa per la bambina!" [all'epoca c'era solo mia sorella, ndm]
con tali argomentazioni riuscì a convincere moglie, mamma e suoceri a organizzare una spedizione per il weekend successivo.
immaginatevi cosa poteva essere 38 anni fa un posto che ancora oggi è tranquillo, rilassante, verde e con casette deliziose. per non parlare del mare, che all'epoca non conosceva mucillagini ed era totalmente sicuro e bassissimo, con secche per i primi 300 metri.
effettivamente viareggio non reggeva il confronto, con una "superstrada" da attraversare ogni volta che si va al mare, gli orribili casermoni verso il lido di camaiore o nell'interno, e un mare soventemente agitato e abbastanza profondo.
fu così che presero casa a spina, e che quello da sempre per me è il luogo un po' magico e fatato delle vacanze.
la prima volta che ci ho messo piede avevo 15 giorni
e fino alla 3^ superiore si partiva per le vacanze per san giovanni (24 giugno) e non si tornava prima del 15 settembre: che anni beati.
il papà faceva la spola con la suzuki 650 nei weekend, e poi stava fisso per tutto agosto.
ci conoscevamo tutti, e i nostri genitori non si preoccupavano perché sapevano sempre con chi eravamo.
i pericoli erano inesistenti: a un bambino bastava la medaglietta di riconoscimento del bagno e i genitori dovevano solo ricordarsi il colore del costumino per far partire il tam tam agli altoparlanti quando volevano recuperare il pargolo.
io dai 2 ai 6 anni mi perdevo di media 2 volte al giorno: appena sentivo l'annuncio
"è stata smarrita una bambina del bagno las vegas, si chiama chiara e indossa un costumino rosso/verde/marrone/ecc." sapevo che era l'ora di ritornare all'ombrellone.
i 15 anni poi erano l'anno della vera maturità: finalmente i genitori ci davano l'autorizzazione a fare per ferragosto l'alba in spiaggia, tra puntate al pastaio (o furti al bagno piramidi: avevamo imparato che il camioncino del laboratorio gli lasciava le paste all'ingresso sul retro alle 4 e 1/2), e partite a calcio delle 6:15 (quando albeggiava).
tutta la notte avevamo poi come colonna sonora le cassettine di renzo dj, gli U2 e vasco.
io poi --con la sorella maggiore-- potevo fare un po' più tardi di tutte le mie amiche: dicevo ai miei che uscivo con lei (che mi teneva la parte!) e poi ci davamo appuntamento davanti al cancello di casa, e crescevo coi maschi come un vero ragazzaccio.
e soprattutto la gente: lì sei a un passo dalla romagna, è diversa.
non c'è mai nessuno che possa ricordarti il lavoro o la scuola: tutte le persone si associano solo a vacanze e a episodi bellissimi o esilaranti: io ho ancora amici meravigliosi di bologna e di copparo, di godo e di arluno, con cui crescere è stato meraviglioso!
mentre a viareggio mi capita di infilare la testa nelle vetrine per non salutare qualcuno o non essere riconosciuta, a spina basta aprire le persiane di casa per sentire prima o poi suonare il citofono o squillare i campanelli delle bici e sentire urlare da sotto il terrazzo "TOOOOSCAAAAA"!!!!
da quando poi i miei preferiscono fare le vacanze a viareggio, spina è diventata ancora più "zona franca", dove poter andare a far casino con gruppi anche consistenti di amici.
insomma, spina è il mio ottimo buen retiro!






